Come ottimizzare flussi e processi nei team con il Service Blueprint: guida pratica

La crescita di un team non significa necessariamente aumentare il numero di persone. Spesso, la vera sfida per founder, team leader e operations manager è come ottimizzare flussi e risorse nei team senza assumere nuovo personale. La risposta non sta solo nel ridurre gli sprechi, ma nel ripensare completamente come funzionano i processi interni.


Il problema nascosto: inefficienze nei flussi di lavoro

Molte PMI e startup si concentrano sulla riduzione dei costi visibili – software, fornitori, spese operative – ma trascurano le inefficienze più impattanti: quelle legate ai flussi di lavoro interni. Questi sprechi "invisibili" includono:

  • Duplicazione di attività tra unità

  • Tempi di attesa causati da interdipendenze non gestite

  • Comunicazione frammentata o non efficiente che rallenta i flussi di lavoro

  • Processi manuali che potrebbero essere automatizzati

  • Colli di bottiglia che bloccano intere pipeline operative

Anche noi lo stiamo facendo nella nostra azienda, per diventare un'organizzazione più flat ed efficiente. Per farlo usiamo gli stessi metodi che ci permettono di analizzare processi e flussi in ogni altro nostro progetto di service e organizational design.

Come ottimizzare flussi e risorse: l'approccio del Service Design

Si possono utilizzare i metodi del Service Design per ottimizzazione flussi interni. Il Service Design è un approccio metodologico che orchestra le diverse attività che fanno parte di un servizio, considerando gli aspetti puntuali senza perdere di vista lo sguardo d'insieme.

Il motivo per cui scegliamo questo approccio è che il Service Design:

  • Visualizza i diversi punti di vista dei diversi stakeholder inseriti nel flusso di lavoro

  • Evidenzia chiaramente le interdipendenze tra persone e sistemi

  • Identifica i punti di frizione in modo sistemico

  • Considera sia gli aspetti umani che tecnologici

Il Service Blueprint: il più utile strumento di mappatura e analisi

Che cos'è un Service Blueprint e come si applica ai flussi interni? Il Service Blueprint è uno strumento di mappatura visiva che permette di analizzare e ottimizzare qualsiasi flusso di lavoro, dai processi amministrativi ai workflow di prodotto.

Come funziona un Service Blueprint aziendale

Ogni riga rappresenta un attore (persona, sistema, dipartimento, software) e nella linea temporale vengono indicate le attività che avvengono in sequenza, quindi mentre in senso orizzontale è possibile seguire i singoli punti di vista, in senso verticale ci sono le istantanee di cosa succede momento per momento. 

Dato che lo strumento è visivo, è molto facile identificare:

  • Punti che coinvolgono troppe persone rispetto al necessario

  • Loop ricorsivi che rallentano i processi

  • Punti di vista inaspettati di stakeholder interni o esterni

  • Dati salvati e scambiati e software coinvolti

  • Momenti di attesa e inefficienze nascoste

Esempio Pratico: Ottimizzazione flussi amministrativi

Abbiamo creato un Service Blueprint per migliorare i nostri flussi amministrativi interni. Il risultato? Abbiamo identificato almeno 3 colli di bottiglia facilmente ottimizzabili e 2 punti di frizione che stavano rallentando tutto il workflow.

Come Mappare e Analizzare i Flussi di Lavoro Esistenti

Fase 1: Preparazione e mappatura iniziale

Da dove iniziare per ottimizzare i flussi nei team? Il primo passo è scegliere un flusso specifico da analizzare. Consiglio di iniziare con flussi che:

  • Coinvolge più persone, dipartimenti o unità

  • Hanno tempi di completamento variabili

  • Sono cruciali e strategici per l’azienda

  • Impattano direttamente sulla user, customer o employee experience

Fase 2: Creazione del Service Blueprint

Per creare un service blueprint efficace:

  1. Crea le righe degli attori principali (persone, sistemi, dipartimenti)

  2. Mappa le attività in sequenza temporale

  3. Identifica i touchpoint tra attori diversi

  4. Evidenzia i dati scambiati e i sistemi coinvolti

  5. Segna i momenti di decisione critici

Fase 3: Identificazione dei problemi

Sul blueprint puoi indicare o chiedere di indicare ai tuoi collaboratori:

  • I punti problematici che creano rallentamenti

  • I principali punti di frizione con dati, software o persone

  • Dove ci sono perdite di tempo e risorse

In quali punti leinterdipendenze creano attese o disallineamenti

Metodologie di process improvement per management e middle management

Come coinvolgere il team nei processi di ottimizzazione

Come coinvolgere il team nell'ottimizzazione dei flussi? L'approccio più efficace prevede due fasi:

Fase 1: Analisi Esperta Fai prima un’analisi con le persone che hanno più informazioni e conoscenza del flusso. Questo ti permette di avere una base solida prima di coinvolgere tutto il team.

Fase 2: Workshop Collaborativo Organizza un workshop veloce da 1-2 ore con i responsabili di team per:

  1. Analizzare i problemi principali identificati

  2. Prioritizzare gli interventi

  3. Assegnare task specifici

  4. Definire metriche di successo

Gestire la resistenza al cambiamento

Ogni ottimizzazione di flussi incontra resistenze. Per gestirle efficacemente:

  • Comunica i benefici per ogni singolo membro del team

  • Coinvolgi le persone e co-progetta le soluzioni

  • Implementa cambiamenti graduali per sperimentare e non sovraccaricare

Celebra i piccoli successi per mantenere alta la motivazione

Matrice di priorità

Come prioritizzare gli interventi

Una volta mappati i problemi principali, è cruciale prioritizzare gli interventi. Utilizza questa matrice che utilizza due assi: Impatto (quanto la soluzione è risolutiva rispetto al problema individuato) e Fattibilità (quanto tempo e risorse necessita la soluzione).

In alto a destra avrai soluzioni e interventi con alto impatto e alta fattibilità: sono interventi quick-win da implementare subito; alto impatto e scarsa fattibilità: sono progetti che implicano un investimento e un rischio maggiore, quindi “big bets”, da valutare bene l’impatto, magari con delle piccole soluzioni pilota; medio impatto, basso effort: sono utility, piccole migliorie incrementali, che possono anche essere associate ai quick win. Tutto il resto degli interventi con basso impatto e scarsa fattibilità sono da evitare o rimandare.


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